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A seguito dell’abrogazione del DPR n. 444/97, è disposta la soppressione dell’utilizzo della scheda carburante per la documentazione degli acquisti di carburante per autotrazione. Gli acquisti in esame presso gli impianti di distribuzione devono essere documentati da fattura elettronica.
Con l’introduzione del nuovo comma 1-bis all’art. 164, TUIR e l’integrazione della lett. d) del comma 1 dell’art. 19-bis1, DPR n. 633/72 è previsto che ai fini della deducibilità del relativo costo / detraibilità dell’IVA a credito gli acquisti di carburante devono essere esclusivamente effettuati tramite carte di credito, di debito o prepagate. Le nuove disposizioni sono applicabili a decorrere dall’1.7.2018.

Le imprese in contabilità semplificata dal 2017 determinano il reddito d’impresa applicando il principio di cassa.

E’ un regime naturale: se il contribuente rispetta i requisiti vi ricade naturalmente, con la possibilità di uscirne optando per la contabilità ordinaria.
Il limite di ricavi, il cui mancato superamento consente, a imprese individuali/società di persone, la tenuta della contabilità semplificata è pari ad € 400.000 per attività di prestazioni di servizi ed € 700.000 per altre attività.

Il reddito d’impresa dei soggetti in contabilità semplificata è pari alla differenza tra ricavi/altri proventi percepiti e quello delle spese sostenute (costi acquisto materie prime/merci, spese di lavoro autonomo, canoni di affitto/noleggio, spese energia elettrica/gas/acqua, spese telefoniche, ecc.). Vanno considerati altresì: autoconsumo personale/familiare dell’imprenditore/redditi degli immobili “patrimonio”, plusvalenze e sopravvenienze attive, nonché minusvalenze/sopravvenienze passive.

Non si tratta di regime di cassa “puro”: alcuni componenti sono deducibili in base al principio di competenza (non per cassa).

Si tratta in particolare di:

• quote di ammortamento, perdite di beni strumentali/su crediti e accantonamento TFR;
• canoni di leasing, compreso il maxi-canone;
• spese per prestazioni di lavoro e oneri di utilità sociale.

Ai fini della determinazione del reddito, non rilevano le esistenze iniziali/rimanenze finali.
Anche la base imponibile IRAP è determinata seguendo il principio di cassa applicato ai fini reddituali.
Da un punto di vista contabile vi sono 3 alternative:
Tenuta di 2 registri distinti (incassi/pagamenti).
Si effettua un’annotazione cronologica in 2 distinti registri dei ricavi percepiti/spese sostenute, indicando per ciascun incasso/spesa: importo/generalità/indirizzo/Comune di residenza del soggetto che effettua il pagamento, estremi fattura/altro documento emesso.

Tenuta dei soli registri IVA e indicazione mancati incassi/pagamenti.

In luogo delle singole annotazioni relative agli incassi/pagamenti, nel caso in cui l’incasso/pagamento non sia avvenuto nell’anno di annotazione, nei registri IVA va riportato l’importo complessivo dei mancati incassi/pagamenti con l’indicazione
delle fatture cui le operazioni si riferiscono.

Tenuta dei soli registri IVA e presunzione di incasso/pagamento.


Il contribuente può tenere, esercitando una specifica opzione, i registri IVA senza effettuare le annotazioni relative agli incassi/pagamenti. In tal caso opera la presunzione in base alla quale la data di registrazione dei documenti coincide con quelladi incasso/pagamento.

Recentemente l’Agenzia delle Entrate, congiuntamente con l’Agenzia delle Dogane, ha fornito indicazioni in merito all’ufficializzazione del ripristino, per il 2017, dell’obbligo di presentazione dei modd. Intra-2 a carico dei soggetti mensili /trimestrali, a seguito della conversione del Decreto c.d. “Milleproroghe”.
Per il mese di gennaio l’adempimento è stato richiesto esclusivamente ai soggetti mensili, con riguardo ai dati statistici.
Relativamente alla presentazione dei modelli riferiti a febbraio, in scadenza il prossimo 27.3.2017, l’Agenzia specifica che, “data la ristrettezza dei tempi”, non saranno sanzionati eventuali ritardi
nella trasmissione.

Il prossimo 16 DICEMBRE 2016 scadrà il termine per il versamento del  SALDO IMU E TASI.

IMU E TASI sono imposte che colpiscono i beni immobili ma con alcune differenze:

L’ IMU colpisce i fabbricati e, in molti casi, anche i terreni.

La TASI, invece, colpisce esclusivamente i fabbricati.

NOVITA’ ANNO 2016 ESCLUSIONE TASI PER ABITAZIONE PRINCIPALE

Dal 2016, la grossa novità è rappresentata dal fatto che l’abitazione principale, oltre ad essere ESENTE IMU, come lo era già in passato, lo è anche ai fini TASI, pertanto su di essa non occorre versare imposta (ad eccezione delle prime case classificate catastalmente nelle categorie A/1, A/8 e A/9, per le quali l’imposta è dovuta).

Per quanto concerne i terreni agricoli, essi non scontano IMU se dislocati in zona montana oppure se posseduti e condotti da coltivatori diretti o IAP. IMU e TASI vengono pagate dai contribuenti in due rate: una di acconto a giugno ed una di saldo a dicembre.

Si ricorda, infine, che le ALIQUOTE IMU E TASI possono essere stabilite dai Comuni entro certi limiti e variate ogni anno.

Il 28 ottobre scorso è scaduto il termine, per i Comuni, per la pubblicazione sul sito del Ministero delle Finanze delle delibere di aggiornamento e di eventuale variazione delle aliquote e delle detrazioni.

 Di conseguenza, essendo scaduto soltanto ad ottobre scorso il termine per variare le aliquote del 2016, è possibile che il versamento del saldo IMU e TASI possa essere di importo diverso rispetto all’acconto già pagato a giugno.

SECONDO ACCONTO IRPEF 2016 – SCADENZA 30 NOVEMBRE 2016

Il Metodo Storico – Per stabilire se è dovuto o meno l’acconto Irpef per l’anno 2016 occorre controllare l’importo indicato nel rigo RN33 “Differenza” del modello Unico 2016. Se questo importo non supera €. 51,65, non è dovuto acconto.
Il Metodo Previsionale – Qualora si presuma di conseguire un reddito e quindi un’imposta 2016 inferiore rispetto al 2015 è possibile utilizzare il metodo previsionale al fine di versare un acconto inferiore (rispetto a quanto dovuto con il metodo storico), ovvero non effettuare alcun versamento.

ACCONTO IRPEF 2016
    
•    Acconto Irpef 2016
•    Acconto cedolare secca

L’acconto Irpef determinato con uno dei metodi sopra descritti (metodo storico o previsionale), deve essere versato con una delle seguenti modalità:

•    in unica soluzione entro il 30 novembre 2016 se l’importo dovuto è inferiore ad €. 257,52;
•    in due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore ad €. 257,52, di cui:
•    la prima, nella misura del 40 per cento del rigo RN 33, entro il 16 giugno ovvero entro il 16 luglio con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo;
•    la seconda, nella restante misura del 60 per cento del rigo RN 33, entro il 30 novembre 2016.

L’articolo 11 del D.L. n.76/2013 ha alzato la misura dell’acconto Irpef dal 99% al 100%.

ACCONTO CEDOLARE SECCA 2016

Dal 2011 l’articolo 3 del D.lgs. n.23/2011 ha introdotto la così detta CEDOLARE SECCA (10% – 21%) applicabile da parte delle persone fisiche titolari di redditi da locazione di immobili ad uso abitativo.
Per la cedolare secca l’acconto è determinato nella misura del 95% dell’imposta versata per il 2015: se l’importo dovuto è inferiore ad €. 257,52 si paga in unica soluzione a novembre 2016, se tale importo è superiore si paga in 2 rate il 40% a giugno ed il 60% al 30 NOVEMBRE 2016.

Esistono diverse tipologie di CONTRATTI DI LOCAZIONE, in base alla scelta effettuata si determinano degli adempimenti futuri da rispettare.
La prima grande differenza che bisogna evidenziare è tra i CONTRATTI DI LOCAZIONE AD USO ABITATIVO e CONTRATTI DI LOCAZIONE COMMERCIALI.

ELEMENTI OBBLIGATORI DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE:

•  nome dell’affittuario e del locatore;
•  data di inizio e durata del contratto;
•  identificazione del bene;
•  prezzo del canone;
•  aggiornamento ISTAT

DIVERSE TIPOLOGIE DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE

Contratto ordinario a canone libero:  la durata minima di questo canone d’affitto è di 4 anni rinnovabili per altri 4 anni in automatico. Trascorsi i primi 4 se il locatore non invia una lettera di disdetta, sei mesi prima della scadenza, il contratto si rinnova in automatico.

Contratto a canone concordato: la durata del contratto calmierato è di 3+2. Solitamente viene stipulato per andare incontro alle esigenze degli inquilini e  quelle dei proprietari che beneficiano di incentivi fiscali(detrazione forfettaria del 5%; abbattimento del 30% canone Irpef; 30% di sconto sull’imposta di registro; 49,5% del canone annuale inserito nella dichiarazione dei redditi). Alla scadenza dei 3 anni il contratto può essere rinnovato per altri 3 anni.

Contratto transitorio: può avere una durata massima di 18 mesi. Se alla scadenza del contratto esistono cause di transitorietà, l’inquilino e il locatore devono confermare la cosa con raccomandata prima della scadenza. Se invece queste vengono meno il contratto transitorio prevede che venga sostituito da uno a canone libero, con la durata di almeno 4 anni.
Contratto comodato uso: il locatore consegna ad un’altra persona un immobile, che potrà utilizzarlo per un tempo determinato.
Contratto transitorio per studenti: la durata del contratto può variare dai 6 ai 36 mesi e viene concesso ad uno studente fuori sede, che si trova a studiare presso un’università ubicata dove è collocato l’immobile.

REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE

Tutti i contratti di locazione devono essere obbligatoriamente registrati dall’affittuario o dal proprietario, indipendentemente dal canone concordato. L’unico caso in cui non vige l’obbligo di registrazione è inerente ai contratti che non superano i 30 giorni nell’arco di un anno. La registrazione deve essere effettuata poi entro 30 giorni dalla data di stipula o decorrenza (se anteriore).
Per le locazioni tra privati di immobili abitativi, locati ad uso abitativo, si può anche ricorrere al regime facoltativo: la CEDOLARE SECCA che prevede il versamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali, nonché le imposte di registro e di bollo, dovute sul contratto di locazione.

REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE CON CEDOLARE SECCA

La cedolare secca è un regime  facoltativo, che permette di pagare un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali. Per i contratti sotto cedolare secca non vanno pagate le imposte di registro e di bollo, anche se questa non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione. Inoltre se si sceglie la cedolare secca non può essere richiesta, per la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto dal contratto.
Possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto), che non locano l’immobile nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.

AGGIORNAMENTO ISTAT PER CONTRATTO DI LOCAZIONE

Per quello che riguarda tutti i tipi di contratti di locazione, (con esclusione di quelli con regime di cedolare secca)  i padroni di casa hanno la facoltà di chiedere l’aggiornamento Istat annuale. Si tratta di un aumento del canone in proporzione all’Indice FOI (relativo alle Famiglie di Operai e Impiegati).
Il contratto d’affitto deve chiarire in che misura dev’essere applicato. Infatti, se per le abitazioni vi è una completa discrezione (il rispettivo canone si può aggiornare in rapporto al 75% o anche del 100%) per quello che riguarda gli esercizi commerciale la percentuale è fissa al 75%

ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA -  APE

Dal 24 dicembre 2014 non è più necessario allegare l' APE (ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA) al nuovo contratto di locazione per singole unità immobiliari. L'obbligo rimane solo per le locazioni di interi edifici, oltre che per i trasferimenti a titolo oneroso.
Per tutte le nuove locazioni, quelle cioè stipulate per la prima volta e fatta eccezione per quelle di durata complessiva inferiore a 30 giorni nell'arco dell'anno (non soggette a registrazione), resta il solo obbligo per il locatore di informare il proprio conduttore sulla PRESTAZIONE ENERGETICA del bene immobile oggetto della locazione, così come la si deduce del relativo attestato che in ogni caso deve essere messo a disposizione dell'inquilino ancor prima di concludere il contratto di locazione, cioè nel momento in cui iniziano le trattative dirette a concedere il godimento del bene (art. 6, c.2, D.Lgs 192/05 modificato dalla L. 90/13).
L'adempimento di tale obbligo deve essere documentato attraverso l'inserimento nel contratto di apposita clausola con cui il conduttore dà atto di avere ricevuto le informazioni e la documentazione circa la PRESTAZIONE ENERGETICA del bene locato (nuovo art. 6, c.3, D.Lgs. 192/05).

DOCUMENTI NECESSARI PER LA REGISTRAZIONE E LA STESURA DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE

APE

DOCUMENTI IDENTITA’ E CODICE FISCALE LOCATORE e LOCATARIO, permesso di soggiorno nel caso in cui una o ambedue le parti siano EXTRACOMUNITARI.

VISURA CATASTALE DELL’IMMOBILE OGGETTO DEL CONTRATTO (può essere anche effettuata direttamente dallo studio in caso di necessità)

IMPORTO DEL CANONE annuale d’affitto e delle spese.

•  Numero di mensilità per la CAUZIONE (massimo 3)

•  Scelta della CEDOLARE SECCA in caso di LOCAZIONI ABITATIVE

•  IBAN del LOCATORE nel caso in cui non si opti per la cedolare secca

 

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