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La tabella riassume tutte le indennità riconosciute dal Decreto “Cura Italia” (DL 18/2020).

 

Guida e scadenze adempimenti INAIL
 
L'INAIL è l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, che consente di adempiere all'obbligo assicurativo previsto per i datori di lavoro.
L'assicurazione ha un duplice obiettivo:
•    garantire ai lavoratori dipendenti la tutela fisica, giuridica, sanitaria ed economica in caso di infortunio sul lavoro e di malattia professionale;
•    esonerare il datore di lavoro dalla responsabilità civile nel caso di un evento lesivo dei dipendente (a meno che non sia riconosciuta la sua responsabilità).
L'assicurazione prevede il pagamento di un premio differente in base al rischio dell'attività lavorativa e agli infortuni già verificatisi; le attività lavorative sono classificate in 4 aree:
•    industria;
•    artigianato;
•    terziario;
•    altre attività.
Ogni area è poi suddivisa in gruppi, sottogruppi e voci, che indicano la lavorazione specifica.
Campo di applicazione
L'assicurazione è prevista nei casi di infortunio sul lavoro o nei casi di malattia professionale, includendo i rischi di silicosi e asbestosi. Essa, come previsto dal Testo Unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (DPR 1124/65) e dalle successive modifiche, è obbligatoria per tutti i lavoratori addetti a macchinari, apparecchi o impianti. Inoltre l'assicurazione ricopre anche gli artigiani italiani che lavorano all'estero, i lavoratori italiani operanti all'estero ma alle dipendenze di imprese italiane, persone addette al servizio di cassa.
Denuncia di inizio attività
La denuncia di inizio attività (o denuncia di iscrizione) è una delle comunicazioni obbligatorie che il datore di lavoro o il suo delegato deve effettuare e da inizio al rapporto assicurativo.
Mediante la denuncia di iscrizione, il datore di lavoro comunica all'INAIL la natura delle lavorazioni che saranno compiute, gli strumenti, i macchinari e gli attrezzi che verranno adoperati, i beni che verranno creati, i servizi che saranno realizzati e qualsiasi altra informazione necessaria per stabilire il rischio dell'attività e il premio assicurativo.
Denuncia nominativa degli assicurati
La Denuncia Nominativa Assicurati (DNA, art. 2-bis L. 63/93) è una comunicazione che il datore di lavoro deve presentare all'INAIL nel momento in cui inizia o termina un rapporto lavorativo con i soggetti assicurati. Attualmente, per i lavoratori dipendenti, essa viene fatta in automatico, mediante la comunicazione obbligatoria del rapporto di lavoro (Unilav) che si trasmette ai servizi competenti per territorio.
Accentramento PAT
Nel caso in cui il datore di lavoro possegga diverse PAT diffuse sul territorio, è possibile richiederne l'accentramento presso un'unica sede dell'INAIL, per semplificare la gestione del rapporto assicurativo. L'accentramento è possibile se si verificano due requisiti:
•    esistono molteplici unità produttive attribuite allo stesso datore di lavoro;
•    capillare diffusione delle unità produttive sul territorio in una o più province o regioni.
Autoliquidazione
La procedura di autoliquidazione consiste nell'autodenuncia da parte del datore di lavoro (o del suo intermediario) del premio assicurativo dovuto all'INAIL. Il calcolo del premio assicurativo si differenzia in base al tasso previsto per la voce di rischio attribuita e dall'andamento infortunistico dell'azienda.
L'autoliquidazione viene effettuata a seguito della pubblicazione dei dati necessari da parte dell'istituto ed è composta da due parti:
•    saldo del premio dovuto per l'anno solare scaduto
•    anticipo della rata dovuta per l'anno solare in corso.
Insieme all'autoliquidazione del premio, il datore di lavoro è obbligato a denunciare le retribuzioni degli assicurati percepite nell'anno precedente.

Termini di scadenza per il completamento della procedura


 

 

 

 

 

L’Agenzia delle Entrate nel documento ha fornito un chiarimento ad una società, precisando in merito al momento in cui le prestazioni di servizi si considerano effettuate.


Il Fisco ha chiarito che l’art. 21 del Decreto IVA, con riferimento alle fatture emesse dal 1° luglio 2019, dispone che:


•    la fattura deve contenere l'indicazione della "data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura";


•    la possibilità di emettere la fattura "entro dodici giorni dall'effettuazione dell'operazione", fermo restando che "In deroga a quanto previsto nel primo periodo ... per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto, può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle medesime".


Con riferimento alle operazioni "interne", che intervengono tra soggetti stabiliti in Italia, ovvero alle operazioni, territorialmente rilevanti in Italia, rese nei confronti di privato consumatore, la regola generale relativa al momento in cui le prestazioni di servizi si considerano effettuate è contenuta nel terzo comma dell'art. 6 Decreto IVA, che individua come momento di effettuazione dell'operazione quello in cui viene pagato il corrispettivo, indipendentemente dalla circostanza che la prestazione sia o meno già stata resa o ultimata, fermo restando che, in base al quarto comma dell’art.6, "Se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati nei precedenti commi o indipendentemente da essi sia emessa fattura, o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l'operazione si considera effettuata, limitatamente all'importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento".


Restano impregiudicati i di momenti di effettuazione dell'operazione e la documentazione:


•    qualora non sia contestuale (entro le ore 24 del medesimo giorno); essa può avvenire nei 12 giorni successivi, indicando comunque in fattura la data di effettuazione dell'operazione;


•    in caso di fattura riepilogativa differita può avvenire entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.


Nel caso prospettato dall'istante non era corretto parlare di fatturazione riepilogativa differita, da intendersi come la documentazione cumulativa di prestazioni di servizi rese nel mese "per cui si è verificata l'esigibilità dell'imposta", posto che il pagamento del corrispettivo avviene solo successivamente all'emissione della fattura e, dunque, la prestazione non si considera ancora effettuata, né l'imposta è quindi esigibile, al momento della fatturazione. Si è, invece, in presenza di una "fattura che documenta più prestazioni rese nel mese, il cui momento impositivo (ossia quello nel quale la prestazione si considerata effettuata e, di conseguenza, l'imposta si rende esigibile) coincide con l'emissione della fattura stessa, che costituisce anche la data da indicare nel relativo campo del file". La fattura va, quindi, trasmessa allo SdI entro dodici giorni dall'effettuazione dell'operazione, momento che coincide con la data riportata sulla stessa fattura


 

 

 

 

 

L'art. 1 c. 6 L. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) riduce dal 15 al 10%, a regime, la misura dell'aliquota della cedolare secca da applicare ai canoni derivanti dai contratti di locazione di immobili ad uso abitativo a canone concordato nei Comuni ad alta densità abitativa.
La disposizione della Legge di Bilancio 2020 interviene modificando l'art. 3 c. 2 D.Lgs. 23/2011, al fine di rendere permanente la riduzione dal 15 al 10% della misura dell'aliquota della cedolare secca da applicare ai canoni derivanti dai contratti a canone concordato, relativi ad abitazioni ubicate nei Comuni ad alta densità abitativa.
L'imposta in commento, la cedolare secca, è stata introdotta dal D.Lgs. 23/2011 quale regime di tassazione facoltativo, nella misura di un'imposta sostitutiva pari al 21% del canone di locazione annuo stabilito dalle parti, dell'IRPEF e delle addizionali. È anche prevista un'aliquota del 19% per i canoni a canone concordato. Per contratti di locazione a canone concordato si devono intendere quei contratti nei quali le parti definiscono le condizioni contrattuali basandosi su specifici accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e quelle dei conduttori maggiormente rappresentative. In ogni caso, l'aliquota ridotta è riconosciuta purché tali contratti abbiano a oggetto immobili situati nei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia (o nei comuni loro confinanti). Il DL 102/2013 ha infine ridotto l'aliquota del 19% al 15%.
art. 1 c. 6 L. 160/2019
 

 

 

Dall’1.1.2019 e operativo l’obbligo di fatturazione elettronica (di seguito FE) per la generalita dei titolari di partita IVA. Pertanto, per tutte le vendite e prestazioni che devono essere documentate con fattura e necessario che la fattura sia in formato elettronico. Anche gli acquisti effettuati nell’esercizio dell’impresa o della professione devono essere documentati tramite FE. In mancanza l’IVA non è detraibile e il costo non è deducibile. Lo scontrino/ricevuta fiscale continuano ed essere emessi in forma cartacea.

SOGGETTI OBBLIGATI E SOGGETTI ESONERATI

Sono generalmente obbligati all’emissione e alla ricezione in formato elettronico delle fatture tutti i titolari di partita IVA.
Sono esonerati dall’emissione in formato elettronico della fattura:
ƒƒi contribuenti forfetari;
ƒƒi contribuenti minimi;
ƒƒgli agricoltori esonerati in quanto conseguono un volume d’affari fino a € 7.000;
ƒƒle associazioni sportive dilettantistiche e gli altri soggetti in regime forfetario di cui alla L 398/91 che abbiano conseguito proventi da attivita commerciali fino a € 65.000.
Inoltre i medici, dentisti, veterinari, ecc., ossia coloro che devono effettuare la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria:
1. hanno il divieto di emettere la fattura in formato elettronico con esclusivo riferimento
ai documenti trasmessi al STS;
2. hanno l’obbligo di emettere la FE negli altri casi (fatture a colleghi per sostituzione, ad
altri soggetti, ecc.);
3. hanno l’obbligo di ricevere le fatture di acquisto esclusivamente in formato elettronico.

FATTURE AD ALTRI SOGGETTI IVA – B2B


Il SdI provvede a recapitare al destinatario il file contenente la fattura attraverso un indirizzo telematico che e costituito in alternativa:
ƒƒdal CODICE DESTINATARIO. E un codice di 7 caratteri alfanumerico attraverso il quale il destinatario riceve la fattura utilizzando un software che normalmente e messo a disposizione dall’intermediario (studio, associazione) o da un altro soggetto; dalla PEC. La PEC, alla quale e allegato il file xml contenente la FE, e inviata dall’emmittente al SdI; la FE e ricevuta da un indirizzo di posta del SdI e non direttamente dal fornitore.
E possibile per l’impresa/professionista comunicare all’Agenzia delle Entrate il proprio indirizzo telematico nel quale ricevere tutte le fatture. Tale comunicazione va effettuata indicando sul portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate il CODICE DESTINATARIO o la propria PEC quale modalita preferenziale per la ricezione delle fatture.

ATTENZIONE

Le fatture elettroniche emesse e ricevute devono essere conservate per 10 anni secondo le regole tecniche stabilite dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).
La cd. preregistrazione dell’indirizzo telematico sul portale Fatture e Corrispettivi (normalmente effettuata a cura dello studio/associazione) rende superfluo comunicare al proprio fornitore il Codice destinatario o la Pec in quanto tutte le fatture verranno comunque recapitate all’indirizzo telematico prescelto.
Se invece non e stata effettuata la preregistrazione e necessario che l’acquirente comunichi al fornitore la Pec o il Codice destinatario quale indirizzo telematico in cui ricevere la fattura.
In mancanza la FE è reperibile comunque nel portale Fatture e Corrispettivi.

FATTURE A PRIVATI – B2C

L’obbligo di fatturazione elettronica sussiste anche per le fatture emesse a privati; tuttavia il soggetto emittente (impresa/professionista) ha l’obbligo di consegnare alla persona fisica che effettua l’acquisto a titolo di soggetto “privato” una copia cartacea che potra essere utilizzata dal soggetto ricevente per la fruizione di detrazioni fiscali o per altre finalita. In tal caso nel blocco “codice destinatario” del file xml va indicato il codice convenzionale “0000000” (sette volte zero).

CONTRIBUENTI FORFETARI E MINIMI

FATTURE EMESSE

I soggetti in esame possono emettere le fatture cartacee. Non e precluso per tali soggetti l’emissione in formato elettronico, salvo che non siano medici, dentisti, veterinari, ecc. per i quali vige il divieto. Per le fatture alla PA resta l’obbligo di emissione dell FE.
L’emissione in formato elettronico (utilizzata ad esempio perche preferita/richiesta dal cliente) comporta l’obbligo di conservazione elettronica per 10 anni delle FE, al paridegli altri soggetti.

FATTURE RICEVUTE

Secondo quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate, i soggetti minimi e forfetari non hanno neppure l’obbligo di conservare elettronicamente quelle ricevute nel caso in cui il soggetto non comunichi al cedente/prestatore la PEC ovvero un codice destinatario con cui ricevere le fatture elettroniche.
Pertanto costituisce un comportamento concludente volto alla scelta di ricezione in formato elettronico delle fatture comunicare al fornitore la PEC o il Codice destinatario. I contribuenti in esame dovranno pertanto evitare di comunicare PEC o Codice destinatario mentre dovranno richiedere la copia cartacea della fattura al fornitore.

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